Non è la prima volta che pur aumentando il numero degli occupati aumenta contemporaneamente il tasso di disoccupazione. Il dato relativo agli occupati, pur essendo in aumento, rallenta nella crescita rispetto alla situazione precedente ed incorpora i lavoratori stranieri neocomunitari. A questo dato fa purtroppo riscontro la crescita dei lavoratori in cerca di occupazione che si portano a 1.703.000. Si tratta del peggiore risultato da due anni a questa parte. Il dato è costituito, oltreché dall’aumento degli inattivi, dall’incremento di coloro che avevano una occupazione. Si sentono i primi segnali che derivano dalla stagnazione dell’economia, dall’aumento delle situazioni di crisi e dal rallentamento delle politiche di stabilizzazione voluto dal governo. Questo dato potrebbe peggiorare se passassero misure, come quelle volute dal ministro Brunetta, di cancellazione delle norme di stabilizzazione dei lavoratori del pubblico impiego che, invece, l’esecutivo Prodi aveva perseguito. Il primo risultato, se la norma passasse con gli emendamenti del governo, significherebbe una perdita iniziale di almeno 60.000 posti di lavoro. Per questo il Pd si batterà per impedire che si vada in una direzione sbagliata, di maggiore disoccupazione e precarietà.
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