Attacco ai lavoratori
E’ grave che il governo tenti in modo surrettizio di cambiare radicalmente il processo del lavoro. Il Pd, nel corso dell’esame in commissione lavoro, del provvedimento del governo collegato alla manovra di luglio che e’ stato appena approvato dalla commissione Bilancio della Camera, ha chiesto la soppressione di tutti quegli gli articoli che riguardano le clausole generali, la certificazione dei contratti, la conciliazione e l’arbitrato e la possibilita’ di impugnazione del licenziamento da parte del lavoratore. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, il governo introduce una norma inaccettabile che e’ quella della decadenza: il lavoratore deve presentare entro 120 giorni dalla data della ricezione del licenziamento un ricorso da depositare solo nella cancelleria del tribunale del giudice del lavoro di riferimento. Si abolisce cosi’ la possibilita’, ora prevista, di impugnare il licenziamento con qualsiasi atto scritto, anche stragiudiziale. Il Pd denuncia con forza questo attacco surrettizio ai diritti dei lavoratori che rappresenta il secondo atto della controriforma del lavoro portata avanti da questo Governo a cui siamo impegnati a dare battaglia’.





