Diritti del lavoro e conquiste del welfare sotto attacco da parte del governo di centro destra che ha cambiato strategia: non piu’ il muro contro muro con sindacati e opposizione, come era successo nelle precedenti legislature, ma attuando una sorta di ‘guerriglia’ con l’introduzione “sotterranea” dinorme che puntano a “de-regolare” il mercato del lavoro e le tutele dello Stato sociale. La mappa delle misure predisposte dall’esecutivo e contenute all’interno di testi che non necessariamente hanno un collegamento diretto con le tematiche sociali e del lavoro, e’ contenuto nell’instant book “La controriforma del mercato del lavoro”.Nella nuova strategia del governo c’e’, un prima e un dopo: la fase di partenza e’ costituita dai decreti presentati prima dell’estate con cui, ha riferito il parlamentare del Pd, l’esecutivo “ha manomesso in modo potente l’impianto costruito insieme alle parti sociali e ai sindacati con grande pazienza e tenacia con gli accordi del luglio del 2007”. L’elenco delle malefattee’ costituito da norme che “accentuano le difficolta’ per la stabilizzazione dei contratti a termine, l’allargamento del campo dei lavori a chiamata, determinano la cancellazione delle tutele per il rischio di licenziamento in bianco, oppure la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione.Non siamo davanti a provvedimenti che puntano alla semplificazione burocratica ma si tratta di un vero e proprio disegno di de-regolazione che non puo’ essere passato sotto silenzio. L’opera di ‘demolizione’ continua con il ddl 1441 quater, “all’interno del quale, in una foresta di provvedimenti omnibus, continuano a nascondersi interventi di manomissione del processo del lavoro. Ad esempio viene cancellata la norma per la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione, con 60-80.000 posti di lavoro a “elevata specializzazione” messi a rischio. Si e’ perfino arrivati al tentativo di cancellare il diritto ai permessi e ai congedi per i lavoratori che hanno nella loro famiglia persone con gravi disabilita’. Questo e’ un attacco grave allo stato sociale. In Commissione Lavoro siamo riusciti a fare accorciare il tempo per l’applicazione delle norme dei lavori usuranti da sei a tre mesi, a spostare il termine delle misure, che invece dovevano scattare immediatamente, che avrebbero fatto perdere la stabilita’ ai lavoratori del pubblico impiego, spostandole al 2009. Ci rendiamo che e’ solo un palliativo e che la norma vada abrogata. Noi continueremo la nostra battaglia in Parlamento, legandola alla protesta sociale”, con la manifestazione indetta dal Pd per il prossimo 25 ottobre.





