Pensioni: bene lo stop sulle donne. Il governo riprenda la concertazione

pensioni1Il governo rinuncia per il momento all’innalzamento dell’eta’ pensionabile delle donne a 65 anni.Il ritiro dell’emendamento sulle dipendenti statali e’ una buona notizia. Il tentato arrembaggio del ministro Brunetta  si e’ infranto contro le diverse opinioni presenti nel governo e con l’opposizione del Partito Democratico. Rossana Boldi della Lega ha invitato a non cercare soluzioni affrettate. Noi chiediamo che l’esecutivo convochi rapidamente un tavolo di concertazione con il sindacato. Per affrontare un tema cosi’ delicato e’ necessario definire prima un insieme di misure di sostegno al lavoro delle donne: l’attivazione di crediti d’imposta per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici, normativa che l’esecutivo ha cancellato; misure che aiutino la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; il riconoscimento ai fini pensionistici dei periodi di non lavoro dedicati alla cura e alla famiglia; il rafforzamento di una rete di servizi sociali, come gli asili nido, per sostenere i lavoratori e le lavoratrici. Soltanto con la rimozione delle cause della disuguaglianza reale tra uomini e donne nelle carriere e nelle retribuzioni  si puo’ accedere ad una progressiva parita’ di pensionamento. Non e’ immaginabile utilizzare le risorse risparmiate per mantenere l’equilibrio del sistema pensionistico.