Fiat, la strategia delle alleanze non penalizzi i livelli occupazionali

fiat-stabilimento-324x230È importate che Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, cerchi di stabilire un’alleanza industriale e tecnologica con altre case automobilistiche negli Stati Uniti e in Europa. E’ evidente che, quando la crisi sarà terminata, le cose non saranno più come prima e la possibilità di resistere e di avere un futuro dipenderà dalle scelte che oggi si compiono.La strategia delle alleanze  è indispensabile per dare all’azienda una dimensione produttiva che consenta di competere nella globalizzazione con volumi adeguati di produzione. Occorre rilevare che gli incentivi del governo per il settore auto non sono sufficienti, al di dà dei piccoli risultati immediati, a garantire una stabilità di lungo periodo. Per questo  è condivisibile la richiesta avanzata da alcune organizzazioni sindacali di convocare, da parte del Governo, un tavolo di confronto con le parti sociali per affrontare in modo appropriato le problematiche occupazionali e industriali di un settore altamente strategico come quello automobilistico. Non vorremmo assistere al paradosso di un risultato positivo, sotto il profilo delle alleanze internazionali, al quale facesse seguito un ridimensionamento occupazionale degli stabilimenti italiani. La posta in gioco è troppo rilevante per azioni di semplice rimessa: occorre una vera politica industriale.