Pensioni OCSE: non lanciare allarmi ma applicare le riforme

pensioni1I dati Ocse, che si riferiscono al 2005, evidenziano un dato gia’ noto: che in Italia la spesa sociale e’ allineata a quella degli altri Paesi, ma al suo interno quella relativa alle pensioni e’ piu’ consistente. Di conseguenza, la parte destinata alle protezioni sociali nel nostro Paese e’ piu’ debole. Per avere una proiezione della spesa pensionistica nel prossimo futuro bisogna considerare l’effetto delle  riforme in atto. Innanzitutto va considerato che l’eta’ pensionabile di anzianita’, con un minimo di 35 anni di contributi, salira’ progressivamente fino alla fissazione di una soglia minima di accesso di 62 anni nel 2013. Infine, a partiredal primo gennaio del 2010, verranno introdotti i nuovi coefficienti di trasformazioni definiti nel protocollo del 2007,che porteranno ad un ulteriore riequilibrio del sistema”. Non e’ giusto lanciare continui allarmi che hanno per obiettivo solamente le pensioni, perche’ questo genera un naturale istinto di fuga dal lavoro da parte di chi ha i requisisti minimi per andare in pensione. Sarebbe saggio, invece, applicare integralmente le riforme.