Lasciano allibiti le parole di Giuliano Cazzola. Soprattutto perche’ mettono in discussione la fondatezza dei dati e delle fonti che sottolineano, ancora una volta, la gravita’ della crisi. Cazzola fornisce un quadro edulcorato della situazione basandosi non su rilievi con valore statistico ma solo su supposizioni e dubbie previsioni.
Noi ci basiamo sui dati che provengono da fonti autorevoli: Bankitlia, Confindutria, Associazioni delle piccole imprese e Sindacati. Cio’ che e’ incontrovertibile e’ che il calo del pil sara’ nel 2009 sara’ almeno del 6%, il tasso disoccupazione sfondera’ il tetto del 10%, mentre quasi 800mila persone sono attualmente in cassa integrazione. Moltissime aziende, dall’artigianato al commercio fino all’industria, chiuderanno i battenti nel prossimo autunno. Ad esempio, in una regione fortemente industrializzata come il PIEMONTE, le richieste di cassa in deroga hanno interessato nei primi sei mesi del 2009 4500 piccole aziende, per lo piu’ artigiane a fronte delle 1500 richieste di tutto il 2008.Non vediamo quindi motivi di ottimismo: e’ sbagliato illudere il paese facendo credere che i problemi siano oramai alle nostre spalle. Lanciamo una proposta: il governo convochi un tavolo di concertazione con le parti sociali per affrontare adeguatamente la situazione. Noi abbiamo gia’ avanzato le nostre proposte: il raddoppio della Cig ordinaria ed un assegno di disoccupazione universale e un miglioramento per via fiscale delle retribuzione e l’estensione della 14ma per le pensioni medio basse.





