Il Governo deve ascoltare chi chiede equità maggiore nella legge di Stabilità. Tra le correzioni da apportare una riguarda le Partite Iva esclusive, quelle che non sono finte: si tratta di oltre 180.000 lavoratori che versano i loro contributi alla gestione separata dell’Inps. Dal prossimo anno ci sarà per loro un aumento di 1 punto dell’attuale aliquota previdenziale, che era rimasta congelata nel 2013 grazie a un’ iniziativa parlamentare del Pd. La ‘riforma’ Fornero prevede un innalzamento progressivo, da qui al 2019, dall’attuale 27% al 33%: una vera e propria ingiustizia se si considera che gli autonomi, a cui questi lavoratori dovrebbero essere equiparati, pagano una aliquota del 21,75% per il 2013. Noi chiediamo che anche per il prossimo anno questo aumento resti congelato in attesa di un riordino complessivo della materia. Si tratta di un intervento a vantaggio dei giovani, molti dei quali con la Partita IVA, che dovrebbe essere accompagnato da una revisione dei criteri d’accesso al cosiddetto Bonus precari, al fine di renderlo maggiormente esigibile, e dalla fissazione di un criterio di equo compenso per chi non ha un contratto nazionale di lavoro di riferimento (si pensi al lavoro a progetto). In questo modo il Governo dimostrerebbe di voler fare del problema delle giovani generazioni una vera priorità






