IL PDL SBAGLIA A METTERE PALETTI E VETI

I dati Istat sulla crescita della disoccupazione negli ultimi trent’anni sono la prova del fallimento delle politiche rigoriste. La ricetta liberista si e’ dimostrata inadeguata e a farne le spese e’ stato quel milione e mezzo di lavoratori ‘sacrificato’ sull’altare di liberalizzazioni selvagge e continui attacchi alle tutele sociali. Bisogna cambiare passo e, come ha giustamente detto oggi Enrico Letta, e’ l’ora di impegnarsi fortemente anche in Europa per abbandonare quelle politiche economiche troppo attente all’austerità. Ora serve un rilancio dell’economia dal lato della domanda che passi attraverso la tutela del potere d’acquisto delle famiglie ed un piano straordinario per l’occupazione, a partire da quella giovanile.
L’ampia convergenza delle forze politiche sul nome di Letta deve essere ancorata alla soluzione dei problemi di assoluta emergenza del paese: il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione, le risorse per la Cassa integrazione in deroga, il finanziamento del Fondo per la salvaguardia dei lavoratori cosiddetti esodati, un sistema di ammortizzatori sociali universali, il dramma occupazionale nel mezzogiorno. Sbaglia chi in queste ore, dalle fila del Pdl, cerca di mettere paletti o veti su nomi. Si parta dal programma che non puo’ che essere quello recentemente stilato dai saggi.