Secondo la proposta avanzata dalla ‘Fondazione nuovo millennio’ di Pellegrino Capaldo, a mio avviso, saranno i lavoratori a versare un contributo per essere assunti. Non sono mai stato contrario alla buona flessibilita’ ma introdurre un contratto triennale, rescindibile in qualsiasi momento, senza nessuna possibilita’ di difesa per il lavoratore e addirittura senza contributi, va al di la’ di qualsiasi ragionevole ricetta di stimolo per la ripresa dell’occupazione. Potrei capire un periodo di prova lungo, anche di tre anni, e un robusto sgravio strutturale di contributi nel caso di assunzione a tempo indeterminato: lo aveva gia’ fatto Prodi nel suo secondo governo, quando fu diminuito il cosiddetto cuneo fiscale di ben tre punti nel caso di lavoro a tempo indeterminato.
Invece, la proposta di Capaldo va nel segno di una brutale liberalizzazione che non darebbe alcuna risposta ai problemi dell’occupazione giovanile in un tempo segnato dalla mancanza di sviluppo e contribuirebbe al definitivo allargamento della precarieta’ del lavoro.





