Il discorso del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, e’ stato molto importante perche’ concreto e costruttivo. Oltre al fatto di aver dato l’allarme sulla situazione delle imprese, il rilancio del ruolo della manifattura, e della politica industriale, rappresenta un tonico dopo decenni di esaltazione dell’economia di carta. Al tempo stesso Squinzi ha sottolineato l’esigenza di modernita’ nelle relazioni tra le parti sociali. Da questo punto di vista e’ molto importante il fatto che Confindustria e Cgil Cisl Uil stiano per definire, dopo decenni, nuove regole sulla rappresentanza: una svolta che dara’ forza al ruolo delle parti sociali e che richiedera’, come scelta di questo Governo, un ritorno alla concertazione. I prossimi appuntamenti riguarderanno il mercato del lavoro: migliorare, nel tempo della crisi, la normativa sui contratti a termine e quella sull’apprendistato, innalzando il limite dei dieci addetti per avere diritto ad una minore tassazione sul lavoro, e’ una scelta sulla quale dobbiamo lavorare. Se si vuole, infine, favorire l’ingresso dei giovani del mercato del lavoro e sperimentare la cosiddetta staffetta generazionale, e’ necessario introdurre un principio di flessibilita’ nell’eta’ di pensionamento, come ha proposto il PD, recuperando l’errore compiuto con la riforma Fornero che ha abolito qualsiasi criterio di gradualita’ nel passaggio tra lavoro e pensione.





