Il taglio del costo del lavoro per l’assunzione dei giovani e degli over 50 a tempo indeterminato deve diventare una scelta concreta dell’esecutivo. Al tempo del governo Prodi si era gia’ andati in questa direzione con l’obiettivo di rendere stabile il lavoro e si era introdotto il credito di imposta per agevolare l’occupazione nel mezzogiorno. Su questa strada bisogna proseguire, sapendo che per attuarla occorrono risorse importanti. L’utilizzo di fondi gia’ esistenti, come e’ stato fatto per stanziare il miliardo di euro per la cassa integrazione in deroga, e’ sicuramente utile, ma non privo di contraddizioni, e certamente non sufficiente. Per i nuovi obiettivi legati all’abbattimento del costo del lavoro si puo’ anche prevedere l’utilizzo del Fondo sociale Europeo, come suggerisce Maurizio Sacconi, a condizione che il mix delle risorse che verranno messe a disposizione veda una prevalenza dei cosiddetti finanziamenti “freschi”, ricavati dal bilancio dello Stato. Al tempo stesso sara’ utile correggere le normative sul mercato del lavoro per rendere piu’ fruibili le nuove assunzioni. Siamo d’accordo sulla necessita’ di diminuire l’intervallo che intercorre tra un contratto a termine e quello successivo e anche di migliorare la possibilita’ di utilizzo dell’apprendistato, estendendo gli sgravi fiscali previsti alle imprese che abbiano piu’ di dieci dipendenti.





