Oggi due buone notizie per il mondo del lavoro. La prima riguarda la rappresentanza e la rappresentatività sindacale: l`accordo tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria è sicuramente una pietra miliare che mette fine alla logica distruttiva degli accordi separati. Bisogna che l`intesa diventi al più presto operativa e, se le parti sociali lo riterranno opportuno, trovi, nel tempo, una traduzione legislativa di sostegno che conferisca ulteriore forza alle nuove normative. La seconda buona notizia è la riaffermata volontà del Governo di voler sostenere l`occupazione giovanile. La chiave di volta è costituita dalla diminuzione del costo del lavoro, a tempo indeterminato, a partire dalle nuove assunzioni. Si tratta di una misura costosa, ma indifferibile che rappresenta un punto di priorità. Anche la proposta sulla così detta staffetta generazionale va nella giusta direzione. Essa, per realizzarsi, può essere coniugata con l`introduzione di un criterio strutturale di flessibilità nel sistema pensionistico. Se, a fronte di 35 anni di contributi, si consente di andare in pensione a partire dai 62 anni, con una leggera penalizzazione, si potrebbero incentivare i lavoratori più anziani ad adottare il modello metà stipendio – metà pensione. A seguito di queste scelte si potrebbe ottenere in cambio l`assunzione a tempo pieno di un giovane con il contratto di apprendistato. Questo sarebbe un bel segnale.





