DAMIANO A GOVERNO,NON ESISTONO RIFORME COSTO ZERO

Se il governo vuole affrontare realmente il tema delle pensioni, deve sapere che questo comporta dei costi, sia per quanto riguarda l’introduzione di una norma di flessibilita’, che per quanto riguarda la soluzione del problema dei cosiddetti esodati. Le riforme a costo zero nel campo previdenziale difficilmente esistono. Per questo e’ opportuno che si faccia una valutazione relativa ai capitoli di spesa riferibili alle riforme che si intendono attuare. Se si assorbe tutto per l’Imu e per l’Iva non c’e’ spazio per l’occupazione e per le pensioni e viceversa. Per questo gli interventi debbono essere ben calibrati da una regia accorta, capace di distinguere le misure congiunturali, cioe’ gli ormai famosi piccoli passi, da quelle strutturali che potranno essere adottate dalla legge di stabilita. Abbiamo ipotizzato, nella proposta del Partito democratico, di introdurre un criterio di flessibilita’ che sara’ soltanto parzialmente compensato da una penalizzazione dell’8% per un lavoratore che potra’ andare in pensione con 62 anni di eta’ e 35 di contributi. In caso contrario, se si pretendesse di non sostenere costi con questa riforma, si dovrebbe ricorrere ad una decurtazione drastica dell’assegno pensionistico: ma questo e’ del tutto impensabile. Cosi’ come sul fronte dei cosiddetti esodati non bisogna confondere gli oltre 9 miliardi stanziati nella scorsa legislatura per salvaguardare i primi 130mila lavoratori, con le risorse che si dovranno aggiungere per allargare la platea di coloro che potranno andare in pensione con le vecchie regole. Tutte persone – conclude Damiano – attualmente senza lavoro, senza ammortizzatori sociali, e senza pensione: un vero dramma sociale.