L. STABILITA’. DAMIANO: BATTAGLIA DEL PD PER RENDERLA PIÙ EQUA

Il Partito Democratico dovra’ presentare emendamenti su pensioni ed esodati “per continuare la sua battaglia per l’equita’ e per correggere la legge di Stabilita’ presentata dal Governo”. Lo dice Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera. “E’ positivo il fatto che il ministro Giovannini pensi, nel confronto con le parti sociali, di avanzare una proposta relativa alla flessibilita’ in uscita verso la pensione”, continua. “Noi abbiamo sollecitato questa soluzione che non e’ presente nella legge di Stabilita’ e, non a caso, tutti i partiti hanno depositato proposte di legge su questo argomento che sono gia’ in discussione alla Commissione Lavoro della Camera. La proposta del Partito democratico si caratterizza per una possibilita’ di andare in pensione a partire dai 62 anni con una penalizzazione dell’8%, sempreche’ si siano maturati almeno 35 anni di contributi. Noi- insiste- pensiamo che la legge di Stabilita’ vada corretta per recuperare le questioni sociali e una maggiore equita’ nella distribuzione delle risorse e dei sacrifici. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, aveva parlato nel suo discorso di insediamento alle Camere non solo del tema della flessibilita’, ma anche della soluzione del problema dei cosiddetti esodati. I seimila nuovi salvaguardati che la legge di Stabilita’ prevede, non rispondono sicuramente a questa esigenza e sono del tutto insufficienti rispetto alla vasta platea di persone rimaste senza reddito a seguito della riforma Fornero”. Cosi’ come “noi pensiamo che debba essere ripristinata l’indicizzazione delle pensioni fino a sei volte il minimo a partire dal primo gennaio del prossimo anno, come previsto dalla legge Finanziaria del 2012. Questo risultato e’ stato il frutto di un emendamento del Partito Democratico che ha sancito il superamento del tetto delle indicizzazioni fino a tre volte il minimo introdotta dal Governo Monti”. Nella legge di Stabilita’, conclude Damiano, “questa indicizzazione viene parzialmente tagliata e, ancora una volta, a farne le spese sono i pensionati. Infine, “lo sconto Irpef per i lavoratori- conclude Damiano- rappresenta un primo segnale che andrebbe rafforzato con misure piu’ incisive a vantaggio dei redditi medio bassi