L.STABILITA’. DAMIANO: SERVE UNA CABINA DI REGIA DEL GOVERNO

Inizia al Senato l’esame della legge di stabilita’. Il dibattito parlamentare potra’ modificare le disposizioni attualmente previste ed e’ importante che il risultato sia di equilibrio: per questo insistiamo sulla necessita’ di istituire una cabina di regia del Governo”. Lo dice Cesare Damiano, presidente commissione Lavoro della Camera. “Tra gli interventi positivi previsti dalla legge- aggiunge-c’e’ il rifinanziamento per il 2014 del Fondo per la non autosufficienza e del Fondo per le Politiche sociali, rispettivamente con 250 e 300 milioni di euro. E’ previsto lo sblocco del patto di Stabilita’ degli enti locali per un totale di un miliardo di euro, attraverso lo scorporo delle spese per investimenti”. Ancora: “Noi pensiamo che debbano essere fatte precise correzioni alla Legge di Stabilita’: in primo luogo occorre concentrare il maggior numero di risorse possibili sulla diminuzione dell’Irpef per i redditi medio bassi. L’attuale riduzione e’ troppo esigua: stiamo parlando di un risparmio fiscale di 152 euro all’anno per i lavoratori che percepiscono un reddito lordo annuo compreso tra i 15.001 e i 20.000 euro. Sulle pensioni: l’indicizzazione proposta non va bene perche’ rappresenta un nuovo taglio a carico dei pensionati e percio’ va mantenuto il meccanismo della legge vigente che rivaluta gli assegni pensionistici fino a sei volte il minimo a partire dal primo gennaio 2014. Il governo propone invece di ‘sforbiciare’ le indicizzazioni per le fasce comprese tra le 4 e le 6 volte il minimo, non prevedendo alcuna rivalutazione per chi ha una pensione superiore alle sei volte. La salvaguardia prevista di altri 6000 lavoratori non risolve minimamente il tema dei cosiddetti esodati e quindi la platea va significativamente ampliata. L’assenza di una misura che consenta di andare in pensione in modo flessibile mantiene una inaccettabile rigidita’ nel sistema: a farne le spese sono i lavoratori rimasti senza reddito a seguito della ‘riforma’ Monti ed i giovani che si vedono bloccato l’accesso al lavoro a causa del brusco innalzamento dell’eta’ pensionabile a 67 anni”. Secondo Damiano, “questi problemi sono ben noti ad Enrico Letta, anche perche’ si tratta di temi contenuti nel discorso programmatico da lui pronunciato alle Camere all’atto dell’insediamento del Governo. Noi queste correzioni le chiederemo perche’- conclude- corrispondono a quel segno di equita’ che deve caratterizzare la manovra