L. Stabilita’: Damiano, concentrare risorse per redditi bassi

In questi giorni e’ un continuo susseguirsi di simulazioni circa l’incidenza della legge di Stabilita’ sulle tasche degli italiani. Riconosciamo che la manovra va nella giusta direzione ma e’ necessario correggerla per attribuirle il massimo carattere dell’equita’. In primo luogo rispetto al lavoro: le detrazioni irpef indicate ad oggi risultano insufficienti per segnare una vera inversione di tendenza sul potere di acquisto delle retribuzioni. E’ quindi necessario concentrare le risorse a sostegno dei redditi medio bassi”. Lo dichiara Cesare Damiano, deputato del Partito democratico e Presidente della commissione Lavoro. “Si rischia inoltre – prosegue l’esponente Pd – di far gravare ancora una volta i costi della manovra di bilancio sui pensionati. A partire dal primo gennaio prossimo si attuera’ l’indicizzazione delle pensioni fino a 6 volte il minimo, ma aver previsto un taglio della percentuale dell’adeguamento per quelle nella fascia compresa tra le 4 e le 6 volte e’ una scelta che danneggia i pensionati. E’ quindi importante ripristinare quanto e’ gia’ previsto dalla Finanziaria del 2012. E’ necessario inoltre rimettere mano alla riforma previdenziale del Governo Monti. L’introduzione del criterio di flessibilita’ verso la pensione, proposto con alcuni disegni di legge presentati alla Camera, restituirebbe maggiore equita’ nella scelta dei lavoratori di uscita verso la pensione a partire dai 62 anni con 35 anni di contribuzione e una penalizzazione dell’otto per cento”. “Sempre in materia previdenziale – conclude Damiano – aver previsto la tutela nella legge di Stabilita’ per ulteriori 6000 lavoratori e’ un passo avanti, ma non e’ sufficiente. Si deve risolvere il problema definitivamente e restituire dignita’ a chi e’ rimasto senza reddito