Legge di stabilità non convince accanimento su pensioni

La legge di Stabilità va cambiata perché deve essere improntata a maggiore equità. Abbiamo apprezzato, secondo quanto riportato da alcune fonti, l’intenzione del Governo di migliorare lo sconto IRPEF per i redditi medio bassi del lavoro dipendente. Aspettiamo di vedere il risultato finale. Quello che non condividiamo, invece, è l’accanimento con il quale si continua ad intervenire sulle pensioni. Non è bastata una “riforma” della previdenza come quella Fornero che produrrà un risparmio di oltre 300 miliardi di euro nel periodo 2020-2040 creando però una situazione socialmente insostenibile? Una cifra che, da sola, rappresenta il 15% dell’intero debito pubblico italiano. Mettere nuovamente le mani nelle tasche dei pensionati peggiorando l’indicizzazione che avevamo riconquistato nella finanziaria del 2012, è profondamente sbagliato e iniquo. Inoltre, per quanto riguarda i cosiddetti esodati, dei 140.000 lavoratori che abbiamo già salvaguardato, soltanto 25.000 hanno fin qui ottenuto la pensione dall’INPS. Per questo chiediamo all’istituto di Previdenza di fornire i dati relativi alle pensioni che verranno liquidate nel prossimo periodo; e al Governo un intervento risolutivo nella legge di Stabilità, anche perché i 6.000 nuovi lavoratori previsti che potranno accedere alle regole pensionistiche ante Fornero, non sono sufficienti e inferiori alle promesse fatte in precedenza dal Governo.