I dati della Cgia di Mestre relativi alle partite Iva sono estremamente preoccupanti, perché ne evidenziano il calo di oltre 400 mila unità nel corso dell’ultimo quinquennio. E’ un segnale purtroppo coerente con la generale crisi dell’economia, che non risparmia nessun settore di attività. Fa bene la Cgia a evidenziare il fatto che per i lavoratori di questo settore non sia prevista alcuna tutela in caso di cessazione dell’attività. Da anni ci battiamo per affermare un principio di diritti universali di base per lavoro dipendente, parasubordinato e autonomo, al fine di garantire adeguate tutele in caso di disoccupazione. Nell’immediato riteniamo che per favorire le attività maggiormente caratterizzate dalla precarietà, si debba favorire l’accesso al “bonus precari” disboscando le regole burocratiche che limitano la possibilità di percepirli. Per le partite IVA autentiche, e quindi non per il lavoro subordinato mascherato, chiediamo di non innalzare i contributi previdenziali dal 27% al 28% come previsto dalla vigente legge Fornero a partire dal prossimo anno. Questo potrebbe rappresentare un piccolo segnale di attenzione nei confronti di questi lavoratori ed è una richiesta che intendiamo avanzare nella legge di Stabilità.






