Legge elettorale: non si rinunci alle preferenze

 Anche il presidente del Consiglio Enrico Letta è contrario alle liste bloccate: come noi il premier ha dichiarato che “i cittadini devono scegliere i loro rappresentanti”. Favorevole invece è il ministro Dario Franceschini che sostiene come attraverso le liste bloccate si portino in Parlamento “competenze e professionalità indispensabili”. Alla luce di quello che è successo con le ultime “parlamentarie”, non mi pare che sia andata proprio così. Le personalità “indispensabili” possono essere selezionate e sostenute da tutto il partito e in questo modo potranno essere elette anche se non avranno particolari legami con il territorio. Per questo è per noi indispensabile avere una legge elettorale in sintonia con la richiesta della stragrande maggioranza dei cittadini di non avere “nominati” in Parlamento. Naturalmente condividiamo l’alternativa del collegio uninominale, da sempre sostenuta dal Pd, che però non è contemplata nell’accordo Renzi-Berlusconi. Il tentativo in corso di individuare emendamenti unitari per correggere e migliorare la proposta di legge elettorale va sostenuto ed incoraggiato, anche perché non si può pretendere che il Parlamento rinunci alla sua giusta e normale dialettica emendativa e si rinchiuda nell’angusto recinto del prendere o lasciare.