Silvio Berlusconi, nel messaggio di ieri a 20 anni dalla sua discesa in campo, ha affermato che “se i cittadini non hanno il diritto di scegliere da chi essere governati, non è più democrazia”. Se il Cavaliere fosse coerente il suo partito, Forza Italia, non impedirebbe con i suoi veti l’inserimento delle preferenze per la scelta dei parlamentari. Su questo punto noi proseguiremo la nostra battaglia. E’ positivo il fatto che il Partito Democratico abbia depositato una serie di emendamenti alla legge elettorale per correggere e migliorare il testo condiviso da Renzi e Berlusconi. Non ci siamo limitati al ritorno alle preferenze, che rimangono un punto essenziale, ma abbiamo anche indicato serie alternative, tra le quali i collegi uninominali o le primarie per legge. Quello che ci interessa è restituire ai cittadini la voglia di partecipare e la possibilità di decidere. Infine, è bene porsi una domanda: se, come sostiene giustamente Renzi, dobbiamo approvare un “trittico” di riforme (legge elettorale, abolizione del Senato e modifica del titolo V), non si capisce perché dovremmo votare una legge elettorale valida per i due rami del Parlamento. Se si vuole dare un segnale serio di contestualità politica nelle riforme da attuare, la parte relativa al Senato deve essere cancellata: tanto non sarà più necessario votare i senatori. O no?





