Electrolux: piano irricevibile, Governo apra tavolo

Il piano proposto da Electrolux è irricevibile. Non garantisce alcuna prospettiva di tenuta industriale e occupazionale e conferma, nonostante i forti sacrifici richiesti, la chiusura dello stabilimento di Porcia che, con 1200 dipendenti, è il più grande d’Italia. La proposta di taglio dei salari da parte della multinazionale si basa su una equazione semplice e sconcertante: la paga oraria dei lavoratori italiani deve essere uguale a quella dei lavoratori polacchi del gruppo, cioè di 7 euro. Per i nostri lavoratori si tratterebbe di sopportare un sacrificio di circa 6-700 euro mensili su una paga di circa 1.400. Il caso Electrolux potrebbe purtroppo fare scuola e va collocato all’interno di un tumultuoso processo di ristrutturazione, delocalizzazione e ridimensionamento del nostro tessuto industriale che va gestito con grande attenzione.  Per questo il Governo deve intervenire aprendo un tavolo di concertazione con le parti sociali  e chiedere all’azienda la presentazione di un piano industriale credibile. Accanto a questo l’Esecutivo deve fare una attenta valutazione sugli strumenti di tutela sociale che sono attualmente a disposizione per affrontare le crisi aziendali. Nel 2014 corriamo il rischio di avere, a fonte di un timido incremento del Pil, un ulteriore e pesante aumento della disoccupazione: interveniamo preventivamente sulle risorse per gli ammortizzatori, che rischiano di essere insufficienti per l’anno in corso e incrementiamo quelle a disposizione per i contratti di solidarietà, perché lo strumento della ridistribuzione dell’orario di lavoro sarà fondamentale per tutelare l’occupazione.