Electrolux si renda disponibile ad un accordo come ha fatto Indesit. Un buon compromesso deve avere il contributo di tutti: l’azienda ha dichiarato di non essere in grado di delineare da sola un piano industriale sufficiente. Il Governo, come ha ricordato il ministro Zanonato, ha già realizzato interventi per diminuire il costo dell’energia. Ma tutto questo non basta per chiudere un buon compromesso. Se l’azienda si rendesse disponibile ad una rilocalizzazione produttiva che trasferisca in Italia produzioni a più alto valore aggiunto che permettano la dismissione dei frigoriferi, il Governo potrebbe investire risorse per il sostegno della ricerca applicata agli elettrodomestici di qualità e rifinanziare i contratti di solidarietà. Su quest’ultimo strumento anche la presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, si è detta disponibile ad aumentare fino a 2,5 euro l’ora le risorse per incrementare il salario del contratto di solidarietà, sostegno non utilizzato finora per i dipendenti dello stabilimento di Porcia. Adesso si tratta di vedere cosa è disponibile a fare l’azienda. Noi ci auguriamo che il tavolo di confronto riprenda al più presto sotto l’egida della Presidenza del Consiglio.
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