Lavoro: ridurre le tasse a carico delle imprese e dei lavoratori

 

Il tema del lavoro avrà un suo rilievo nel programma di Governo, come ha ribadito in più occasioni Matteo Renzi. Per noi il contratto di inserimento a tempo indeterminato,  a vantaggio dei giovani,  deve preveder al termine della prova le protezioni integrali dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, l’indennità di disoccupazione non va confusa con la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, che viene pagata da aziende e lavoratori e  che andrebbe consolidata ed estesa a tutti i settori produttivi; con l’indennità proteggiamo i disoccupati, con la cassa integrazione manteniamo il rapporto di lavoro nei periodi di crisi aziendale. Immaginiamo che cosa accadrebbe se i lavoratori cassaintegrati diventassero improvvisamente  disoccupati: sarebbe una vera e propria bomba sociale, che aggiungerebbe all’attuale situazione di crisi  altri 4-500 mila senza lavoro. Per creare occupazione occorre dare impulso agli investimenti ed ai consumi, perché il continuo cambiamento delle regole del mercato del lavoro da solo serve a poco. Ha ragione Filippo Taddei nel sottolineare che un tema fondamentale è la riduzione delle tasse a carico delle imprese e dei lavoratori e che deve  trattarsi di un intervento certo e duraturo. Questo obiettivo si consegue con un taglio strutturale al cuneo fiscale, in parte diminuendo la pressione delle tasse sulle aziende, rendendole più competitive; in parte riducendole sulle buste paga per ridare fiato al potere d’acquisto dei lavoratori e, di conseguenza, ai consumi.