Il premier Metteo Renzi ha specificato che per il cuneo fiscale verranno utilizzati 10 miliardi. Naturalmente diamo per scontato che si tratta di una cifra che verrà stanziata ogni anno e che diventerà strutturale. Il problema principale sarà quello di sapere da dove si reperiscono queste risorse che dovranno sommarsi a quelle relative alle restituzione dei debiti della pubblica amministrazione, al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e alla universalizzazione degli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda il cuneo fiscale è importante che la diminuzione si muova contemporaneamente, in due direzioni: la prima, a vantaggio delle imprese e della loro competitività con un intervento sull’Irap; la seconda, con una diminuzione della tassazione sull’Irpef per migliorare il potere d’acquisto delle retribuzioni e, di conseguenza, per aumentare i consumi e favorire la ripresa dell’economia. In questa girandola di miliardi che dovrebbero essere impiegati per stimolare l’economia e risolvere i problemi sociali, non sono comprese le risorse da destinare per un intervento di correzione del sistema pensionistico. Renzi deve onorare l’impegno preso con i cosiddetti esodati, al fine di risolvere definitivamente questo drammatico problema sociale, e porsi l’obiettivo di modernizzare un sistema previdenziale reso troppo rigido e socialemente iniquo dalla “riforma” Fornero. La correzione che suggeriamo è quella di inserire un criterio di flessibilità per consentire ai lavoratori di andare in pensione in un’età compresa tra i 62 e i 70 annI.
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