Il Decreto sull’occupazione presentato dal Governo, che verrà discusso in Commissione Lavoro della Camera a partire da giovedì prossimo, presenta alcune criticità che rendono necessari, nel dibattito parlamentare, alcuni aggiustamenti. Noi riteniamo che, per il contratto a termine, una durata di 36 mesi senza causali sia eccessiva. In precedenza vigeva un periodo massimo di un anno. In secondo luogo, consentire che tali contratti siano rinnovati per ben otto volte nell’arco di tre anni di durata complessiva, non è accettabile e porta ad un eccessivo spezzettamento e precarietà. Per quanto riguarda l’apprendistato abbiamo due osservazioni: la prima riguarda la formazione di carattere pubblico. Averla eliminata può contraddire le norme europee in materia e farci incorrere in una procedura di infrazione. La seconda osservazione riguarda la cancellazione di una percentuale di stabilizzazione degli apprendisti dopo il termine del periodo: per noi va mantenuta perché, altrimenti, c’è il rischio che si utilizzi l’apprendistato come contratto di lavoro a basso costo. Questo andrebbe contro l’obiettivo, da sempre dichiarato dagli imprenditori più seri e capaci, di voler avviare i giovani ad un mestiere e di volerli tenere legati alla comunità aziendale. Quindi, prima di assumere nuovi apprendisti, occorre stabilizzare una quota di quelli assunti in precedenza: naturalmente i più meritevoli.






