Pa: no prepensionamento solo per lavoratori pubblici

 

Le proposte di prepensionamento non possono valere soltanto per i lavoratori pubblici. Il tema del ringiovanimento dei lavoratori occupati si pone per tutti i settori. Non è un mistero per nessuno che la ‘riforma’ Fornero, che ha bruscamente innalzato a 67 anni l’età pensionabile, stia producendo nei fatti un blocco del turn-over con la conseguente impossibilità per molti giovani di entrare nel mondo del lavoro. Anticipare il pensionamento soltanto per i lavoratori pubblici creerebbe una forte disparità nei confronti dei lavoratori dei settori privati, a partire dai cosiddetti esodati, parte dei quali attende ancora una risposta nonostante le promesse fatte finora dall’Esecutivo.  Sarebbe opportuno che sul tema della previdenza ci fosse un maggior coordinamento nel Governo al fine di individuare soluzioni strutturali e uniformi. Suggeriamo ai ministri Madia e Poletti di prendere in seria considerazione la proposta di legge presentata dal Partito Democratico che prevede una flessibilità nell’uscita dal lavoro verso la pensione a partire dai 62 anni. Nelle prossime settimane, anche su sollecitazione della presidente Laura Boldrini, andrà in discussione alla Camera un disegno di legge approvato dalla Commissione Lavoro che può rappresentare la soluzione del problemi ‘esodati’. Il Governo si concentri su questa proposta trovando rapidamente le risorse necessarie, oppure ci indichi una strada alternativa che assuma il principio della flessibilità come risposta strutturale al problema dell’accesso alla pensione.