dl Lavoro: è possibile migliorarlo senza stravolgimenti

Alla commissione Lavoro della Camera proseguono le audizioni con le parti sociali sul Decreto lavoro. Da questo confronto, che proseguirà anche la prossima settimana in uno spirito di dialogo sociale, stanno emergendo numerosi e importanti spunti di riflessione: al di là delle diverse posizioni espresse su singoli argomenti da parte delle  associazioni e dei docenti di diritto del lavoro, è emersa con forza  l’esigenza di chiarire alcuni contenuti al fine di evitare dubbi interpretativi e fornire certezze sia alle imprese che ai lavoratori. Molti interventi hanno insistito sull’esigenza di un regime transitorio tra vecchie e nuove regole, hanno chiesto chiarezza sul tetto del 20% dei contratti a termine in relazione all’”organico complessivo”, sulla  relazione che intercorre tra proroghe e rinnovi  di contratto e sul ruolo della formazione pubblica. Come si vede, il confronto serve per migliorare i testi di legge e renderli aderenti alle reali esigenze dei lavoratori e delle imprese. Per quanto ci riguarda, al testo andranno apportati “aggiustamenti” su due temi: quello dei contratti a termine, per quanto riguarda la durata triennale della mancanza di causali per l’assunzione, che riteniamo eccessiva,  e per quanto riguarda il numero delle proroghe, ben otto in tre anni. Sull’apprendistato va prevista una quota di formazione di carattere pubblico, anche per non incorrere in sanzioni dell’Unione Europea e va mantenuta una percentuale di apprendisti da stabilizzare  al termine del contratto. Si può migliorare il decreto senza per questo andare in direzione di un suo stravolgimento.