Per modificare il decreto legge lavoro ”si deve stabilire una dialettica propositiva”. Lo afferma il presidente della commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, a margine delle audizioni sul decreto legge. Il presidente ribadisce che tra le modifica da introdurre sul contratto a tempo determinato ”c’e’ la riduzione del numero delle proroghe, 8 sono troppe, e la durata massima deve essere inferiore a 36 mesi”. Il termine per la presentazione degli emendamenti, ricorda l’ex ministro per il Lavoro, e’ fissato per venerdi’.
”Vediamo se esistono i margini per un accordo tra parlamento e governo per le modifiche”, dice il presidente. Quanto alle dichiarazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha blindato il termine dei 36 mesi, Damiano ribadisce: ”Non accettiamo logiche del prendere o lasciare. Non poniamo veti e non accettiamo, discutiamo sempre i contenuti”. Per il presidente e’ inoltre necessario ripristinare la norma sulla formazione pubblica per l’apprendistato ”perche’ ce lo chiede l’Europa. Non vorrei che artigiano, che stipula un contratto senza la formazione pubblica ottenendo dei benefici, li dovesse restituire a causa di una procedura d’infrazione Ue”. Infine, secondo Damiano, occorre introdurre una norma che preveda l’obbligo di stabilizzazione di una quota di apprendisti, superato il periodo dei 36 mesi. ”Puo’ essere applicata anche solo alle aziende di maggiori dimensioni” e la percentuale potrebbe essere inferiore rispetto a quanto stabilito dalla normativa precedente, scendendo al 20%.





