Non ha senso prevedere un aumento netto mensile di 80 euro per i lavoratori dipendenti a partire dal prossimo maggio e, contemporaneamente, bloccare i contratti dei pubblici dipendenti fino al 2020: con una mano si dà e con l’altra si prende. Si tratta di lavoratori, occorre ricordarlo, che hanno già subito per anni lo stop agli aumenti retributivi. Con la sola indennità di vacanza contrattuale non si difende sicuramente il potere d’acquisto delle buste paga dall’inflazione. Inoltre, il blocco del turnover per i dipendenti pubblici, fino al 2017, come si concilia con la proposta del ministro Madia sul prepensionamento di questi lavoratori che dovrebbero essere parzialmente sostituiti dall’ingresso dei giovani? Senza turnover non è possibile nessuna “staffetta generazionale”.






