Ansa ore 19.24
Novità proroghe-apprendistato.
di Chiara Scalise
Sempre piu’ difficile che le nuove norme, previste dal governo, che alzano a 36 mesi la possibilita’ di stipulare contratti a termine senza indicare una ragione specifica (la cosiddetta causale) siano riviste mentre Parlamento e governo sono a lavoro su proroghe e apprendistato. Sono solo 376 gli emendamenti, di cui la meta’ firmati dal M5S che ha anche annunciato una denuncia al Consiglio d’Europa e all’Unione europea, presentati al decreto legge del ministro Poletti da martedi’ sara’ al voto della commissione della Camera. “Il ministro Poletti – spiega il relatore e deputato Pd Carlo Dell’Aringa – ha fatto precise aperture: l’unico punto fermo da lui messo sono i 36 mesi”. L’obiettivo, dice Renzi, e’ semplificare il mondo del lavoro senza per questo precarizzarlo. Che e’ invece l’accusa che viene rivolta al pacchetto presentato dall’esecutivo anche da una parte del Pd. I Democratici, che in commissione Lavoro a Montecitorio vedono la minoranza essere maggioranza del gruppo, hanno pero’ puntato a trovare una sintesi prima di andare al voto, che si e’ tradotta in una serie di proposte sottoscritte quasi all’unanimita’. Il Pd, spiega il presidente della commissione Lavoro della Camera e esponente Dem Cesare Damiano, vuole “ribadire la centralita’ del contratto a tempo indeterminato”, migliorando dunque il dl senza “stravolgerlo”. Se l’innalzamento a tre anni del periodo per il quale e’ possibile stipulare contratti a termine senza causale non viene dunque messa in discussione dal gruppo nel suo insieme (anche se due deputati Dem, oltre Sel, hanno presentato una proposta per abbassare a 24 mesi il tetto e dunque il tema e’ destinato a essere nuovamente oggetto di discussione durante l’esame del provvedimento), il partito del premier si concentra invece su tutte le altre voci, proroghe in testa. La possibilita’ di reiterare un contratto scende, negli emendamenti Pd, da otto a cinque. Soluzione che quasi incassa il via libera anche di Ncd, che pure non ha presentato modifiche: “Sei proroghe mi sembra – dice il vicepresidente Sergio Pizzolante – una giusta mediazione”. I democratici poi puntano a reintrodurre l’obbligo di stabilizzare una quota di apprendisti cancellato dal governo Renzi. Si tratta di una mediazione tra le norme in vigore prima del decreto legge e quelle attuali: con un emendamento infatti si riduce dal 50% al 20% la percentuale di nuovi apprendisti da assumere e si prevede che tale vincolo valga solo per le aziende con piu’ di 30 unita’ (contro le dieci). Altro tema, quello della formazione: i democratici chiedono che quella pubblica per l’apprendistato resti obbligatoria, salvo stabilire che siano le Regioni a dover mettere l’impresa in condizioni di adempiere a tale obbligo entro 45 giorni. Un limite temporale superato il quale l’obbligo decade. Cosi’ come viene sollecitata la reintroduzione della certificazione scritta del piano formativo. Possibile infine che, come spiega dell’Aringa possa essere inserito via emendamento un “preambolo” in cui si collegano le norme del decreto al riordino generale previsto dalla delega.(ANSA).






