dl Lavoro: no a logica di “prendere o lasciare”

“Abbiamo affermato un principio semplice: non è accettabile una logica di prendere o lasciare, anche quando si tratta di un decreto. E anche il ministro Poletti all’inizio ha detto che questa logica non sarebbe stata perseguita. Abbiamo lavorato sodo sulle modifiche in un contesto di discussione anche più ampio”. Lo ha detto il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd), nel corso della discussione generale sul dl Lavoro, in aula a Montecitorio. “Abbiamo esplicitato al governo le nostre riserve – ha aggiunto – perché abbiamo visto una certa inversione di logica” tra Jobs act e dl Lavoro. “Nella delega ci sono delle importanti misure di fondo e abbiamo chiarito che avremmo preferito partire da questi temi. Abbiamo capito poi che bisogna fare i conti con la realtà”. “Vogliamo dirlo sin da adesso – ha sottolineato – la prova importante sarà sulla delega in cui c’è il contratto di inserimento a tempo indeterminato. Ci batteremo perché gli incentivi della prova siano dati all’impresa nel momento della conversione in tempo indeterminato”. “Sulla delega – ha concluso – avremo modo di dire la nostra sulla posizione sostanziale che non ci ha mai abbandonato: è quella dell’Ue, che il lavoro a tempo indeterminato deve essere la nostra stella polare”. Condividiamo inoltre “la necessità di allargare gli ammortizzatori sociali anche a coloro che ora non sono protetti, come i lavoratori precari”.