Gli 80 euro in più in busta paga a vantaggio del “ceto medio” dei lavoratori rappresenta un’ottima risposta alla crisi ed una spinta verso l’aumento dei consumi. Matteo Renzi sta mantenendo quello che ha promesso, e questo è positivo. Alcuni criticano la cifra di 80 euro perché sarebbe un obolo. Si tratta di persone che hanno perso di vista il mondo del lavoro reale: 80 euro netti mensili corrispondono al rinnovo di un contratto nazionale dei metalmeccanici o dei chimici di durata triennale. La differenza è che questa cifra il Governo la vuole inserire immediatamente in busta paga, mentre un aumento contrattuale di pari importo viene di solito suddiviso in tre rate. Lavoreremo perché questa cifra diventi un incremento strutturale della retribuzione e perché venga estesa anche agli incapienti, alle partite IVA ed ai pensionati con un reddito fino a 24.000 euro lordi annui. Migliorare il potere d’acquisto delle famiglie e diminuire il costo del lavoro alle imprese è la strada giusta per la ripresa.






