Test-lavoro per Renzi, sfida sulla flessibilità

Oggi approda nell’Aula di Montecitorio il decreto lavoro. Al centro del dibattito, sul quale Renzi non esclude di ricorrere alla fiducia, il tema della flessibilita’: troppa, nel testo, per la sinistra del Pd, troppo poca invece per il Nuovo centrodestra. Ma il premier accelera: avanti come un treno. Doccia fredda dall’Istat: un milione di persone vive senza reddito. Le modifiche principali introdotte al dl lavoro in commissione, scrive La Stampa “riguardano la possibilita’ di proroga dei contratti a tempo determinato, che viene ridotta da 8 a 5 volte per un periodo complessivo di 36 mesi. Il congedo di maternita’ sara’ conteggiato ai fini del diritto di precedenza. Alle lavoratrici e’ riconosciuto il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi. I contratti a tempo determinato potranno raggiungere il massimo del 20 per cento rispetto al numero dei lavoratori assunti a tempo indeterminato con la sanzione, per chi non rispetta la regola, dell’assunzione a tempo indeterminato. La formazione pubblica per l’apprendistato torna obbligatoria, a meno che le Regioni non la offrano. Le aziende con piu’ di 30 dipendenti dovranno assumere almeno il 20 per cento degli apprendisti prima di poter stipulare nuovi contratti. Il decreto legge, inoltre, sara’ sottoposto a un check up tra un anno. Bisogna tornare al testo originario del governo, ha avvertito ieri il presidente dei senatori di Ncd Maurizio Sacconi. ‘La Commissione Lavoro della Camera ha ridotto del 50 per cento la spinta propulsiva alla maggiore occupazione del decreto lavoro’, spiega, aggiungendo che ‘e’ interesse del governo ripristinare le semplificazioni in materia di apprendistato, rimuovendo i vincoli che lo inibiscono. Cosi’ come e’ necessario ridimensionare la sanzione nel caso di contratti a termine superiori al tetto del 20 per cento degli occupati. Il Nuovo Centrodestra’, avverte Sacconi, ‘ribadira’ lungo l’iter del provvedimento la necessita’ di queste correzioni e il ripristino di corretti rapporti nella maggioranza parlamentare’. Damiano ha invece sottolineato che il testo uscito dalla commissione ‘e’ un importante punto di equilibrio’ e quindi, di conseguenza, non va toccato. Anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sembra nel complesso soddisfatto del testo cosi’ com’e’, che andrebbe approvato entro il 20 maggio. Forse servira’ un voto di fiducia”.