Roma, 23 APR – Cesare Damiano, sinistra Pd, presidente della commissione lavoro della Camera, e’ l’artefice dell’accordo che ha scontentato l’Ncd e tutta l’ala destra del governo. In questa conversazione con Il VELINO, Damiano respinge al mittente la previsione che il senatore Pietro Ichino, di Scelta Civica – uno che l’articolo 18 vorrebbe proprio abolirlo – affida al Foglio: “Io credo che in Senato ci saranno numeri per muoversi in questa direzione”. “Il Professor Ichino si metta l’anima in pace: l’articolo 18 non c’entra, non ha nulla a che vedere con l’attuale decreto che ora passa alla discussione del Senato. Esso riguarda i contratti a termine e l’apprendistato e quindi gia’ non prevede l’articolo 18. Semmai riguardera’ il jobs act, nella parte che regola il contratto di inserimento a tempo determinato, che non prevede l’articolo 18. Noi siamo d’accordo, ma solo a condizione che alla fine del periodo di inserimento ci sia l’assunzione a tempo indeterminato, con la tutela dell’articolo 18. E comunque, lo dico a Ichino e a tutti: basta con questa storia di una minoranza del Pd subalterna alla Cgil, che frena le scelte innovatrici”.
Presidente Damiano, la sinistra Pd ha vinto questo round?
“Non ci sono ne’ vincitori ne’ vinti. Abbiamo fatto un lavoro serio per modificare positivamente un decreto. Faccio presente che gli emendamenti sono stati votati da tutti i 21 membri democratici della commissione lavoro che appartengono a tutte le aree politiche del partito e hanno sempre ricevuto l’approvazione del governo. Con il ministro Poletti abbiamo concordato delle modifiche che non stravolgono il senso del decreto”.
Le modifiche piu’ importanti riguardano il massimo di cinque proroghe nei contratti a termine e l’obbligo di un piano formativo individuale per l’apprendistato. Tuttavia le critiche non vengono solo da destra. Infatti, da sinistra dicono che le modifiche sono marginali, come risponde?
“Sgombrato il campo dall’articolo 18 che non c’entra nulla con questo decreto che riguarda i contratti a termine e l’apprendistato, e’ chiaro che abbiamo dovuto accettare un compromesso accettando, per esempio, che i contratti a termine senza causale possano durare tre anni invece che un anno, come adesso. Non abbiamo portato a casa il 100% di quel che proponevamo, ma abbiamo ottenuto modifiche importanti”. 125423 APR 14
Insomma, Renzi fa cose di sinistra?
“Si muove bene e in senso dinamico. Quando mette 80 euro in tasca ai lavoratori io dico si’ al 100%. Cosi’ come concordo quando dice che bisogna porre fine all’austerita’ e favorire la crescita. Detto questo guardiamo ai singoli provvedimenti e li giudichiamo per i loro contenuti: sul lavoro puntiamo a una soluzione equilibrata, che non preveda troppa deregulation. Se Renzi rinuncia alla logica del prendere o lasciare e’ possibile una convergenza. Non accettiamo e non poniamo diktat”. Questo vale anche per la riforma del Senato o appoggerete la proposta Chiti? “Mi auguro una convergenza su tutto”.






