Le scelte del Governo a sostegno del potere d’acquisto delle retribuzioni, con l’aumento in busta paga di 80 euro a partire da maggio, e della diminuzione della pressione fiscale sulle imprese, si sta traducendo in un clima di ritrovata fiducia nel Paese. È ancora presto per trarre delle conclusioni, ma la strada imboccata a sostegno dello sviluppo e contro l’austerità a senso unico è quella giusta. Timide conferme congiunturali arrivano dall’Istat con uno stop alla crescita della disoccupazione. I dati di fondo della crisi sono però ancora gravi, soprattutto a carico dei soggetti più deboli del mercato del lavoro: giovani, donne ed over 50 in cerca di occupazione. Il Decreto Lavoro del Governo, con le positive correzioni volute dal Partito Democratico, dovrà trovare una sua rapida conversione mantenendo la caratteristica di forte equilibrio tra le ragioni di tutela del lavoro e quelle di flessibilità dell’impresa. In questo modo potrà dare un contributo alla crescita dell’occupazione. Per questo non può essere stravolto anche perché su quel testo il Governo alla Camera ha posto la fiducia.





