Dl Lavoro: correzioni fondamentali restano tutte confermate

Le correzioni fondamentali al Decreto lavoro votate dalla Camera restano tutte confermate. Per noi e per il nostro lavoro è un motivo di grande soddisfazione. I cambiamenti introdotti dal Senato, anche se presentano alcune criticità, non stravolgono i miglioramenti voluti dal PD ed in alcune parti migliorano il testo, come nel caso della formazione per gli apprendisti. Restano confermati: le proroghe dei contratti a termine che da 8 passano a 5 e che sono complessive nell’arco dei 36 mesi e non collegate ai rinnovi; resta la sanzione, prevista nel caso di superamento del tetto del 20% di contratti a termine in rapporto ai dipendenti a tempo indeterminato, non prevista nel Decreto iniziale, che diventa pecuniaria (su questo cambiamento avvenuto al Senato avevamo già dato la nostra disponibilità al ministro Poletti nella riunione di “maggioranza” tenutasi il giorno della fiducia alla Camera: mediazione rifiutata all’epoca dal NCD); resta il diritto di precedenza per i contratti a termine; è confermato, per l’apprendistato, l’obbligo della formazione da parte delle Regioni ed on the job (in forma scritta e sintetica) che il Decreto aveva cancellato; resta confermata la stabilizzazione del 20% degli apprendisti, anche se le imprese che dovranno applicare la norma debbono avere almeno 50 dipendenti e non 30 come avevamo indicato alla Camera: questo rimane un punto di critica nei confronti della mediazione del Governo. Le altre correzioni sono di “restyling” e non incidono sui contenuti di fondo. Il tentativo della destra di rimettere in discussione il testo è fallito di fronte alla tenuta del Partito Democratico alla Camera ed al Senato. Adesso il NCD rinunci alla consueta propaganda elettorale e alla inaccettabile pretesa, che viaggia sotto traccia, di “ritoccare” il testo conclusivo del Governo: in caso contrario ci sarebbe il serio rischio che il Decreto non venga convertito per tempo.