Il Decreto lavoro, anche con gli ultimi emendamenti del Governo, mantiene tutte le correzioni volute dal PD alla Camera: diminuzione da 8 a 5 proroghe indipendenti dai rinnovi, sanzione e diritto di precedenza per i contratti a termine; formazione regionale ed on the job certificata e stabilizzazione del 20% per l’apprendistato. Inoltre, resta confermato il monitoraggio annuale per verificare se queste misure produrranno un incremento del contratto a tempo indeterminato e lo scoraggiamento dell’uso delle forme di lavoro più flessibili, come auspicato dal Governo. Inoltre, la valorizzazione dell’alternanza scuola-lavoro va nella direzione voluta dal PD con un emendamento già inserito nel Decreto Carrozza del Governo precedente. Le maggiori criticità riguardano la sanzione, diventata pecuniaria che, va ricordato, nel testo originale del ministro Poletti non esisteva in nessuna forma. Sarebbe stato preferibile mantenere la correzione voluta dal PD, che prevedeva la stabilizzazione a tempo indeterminato, ma la sanzione pecuniaria dal 20 al 50% costituisce un valido deterrente. Correzioni al ribasso di queste percentuali, come vorrebbe il NCD che considera “onerosa” questa soluzione, non sono assolutamente accettabili e metterebbero a rischio l’approvazione del Decreto. Infine, vogliamo sottolineare la nostra critica nei confronti del Governo per quanto riguarda l’innalzamento da 30 a 50 addetti del tetto per la stabilizzazione degli apprendisti. Una scelta che contraddice la logica di fondo della stabilizzazione del lavoro.
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