Lavoro: buona mediazione, diminuirà precarietà

Tutte le correzioni al Decreto inserite dalla Commissione Lavoro della Camera sono rimaste nel testo finale. Chi cerca di spiegare che il Senato ha riportato il testo alla sua versione originaria, stravolgendolo, si arrampica sui vetri. Il PD, nelle due Camere, ha lavorato con coerenza e raggiunto una mediazione accettabile. Infatti, nella versione finale si conferma che: le proroghe da 8 passano a 5; la percentuale di contratti a termine resta calcolata sui soli contratti a tempo indeterminato, limitandone così l’utilizzo; resta la sanzione: 2 contratti a termine oltre il tetto del 20% prevedono un aggravio pecuniario del 50% calcolato sulla paga dell’intero periodo; si conferma il diritto di precedenza nelle assunzioni; per l’apprendistato resta e migliora la norma relativa alla formazione pubblica e on the job, certificata e scritta; si conferma la stabilizzazione del 20% di apprendisti nelle aziende con almeno 50 dipendenti; si rafforza per gli istituti professionali la possibilità di alternanza scuola-lavoro, a partire dai 17 anni, chiesta con forza dal PD. Le correzioni del Senato contengono alcune criticità: era preferibile mantenere la sanzione che prevedeva la stabilizzazione a tempo indeterminato, ma quella pecuniaria con una maggiorazione del 50% è un ottimo deterrente; l’innalzamento a 50 addetti del tetto per la stabilizzazione degli apprendisti, rimane per noi un punto di dissenso con la proposta del Governo. Adesso il Decreto va convertito: valuteremo la sua efficacia con il monitoraggio a 12 mesi che, come PD, abbiamo voluto. Si vedrà a consuntivo se l’obiettivo di aumentare i contratti a tempo indeterminato e di diminuire la precarietà sarà effettivamente raggiunto.