Il 20 maggio 1999 Massimo D’Antona veniva assassinato dalle Brigate Rosse. Vogliamo ricordare un uomo mite, una persona che, da studioso e rappresentante delle istituzioni, è sempre stato dalla parte dei lavoratori. Scriveva D’Antona:”Ci sono dei diritti fondamentali del mercato del lavoro che debbono riguardare il lavoratore, non in quanto parte di qualsiasi rapporto di lavoro ma in quanto persona che sceglie il lavoro come programma di vita e si aspetta dal lavoro l’identità, il reddito, la sicurezza, cioè i fattori costitutivi della sua vita e della sua personalità’.
Ricordiamo D’Antona per l’attualità e la modernità del suo pensiero e perché, nella necessità di ridisegnare il nuovo welfare del terzo millennio, riteniamo che vada mantenuta quella sua ispirazione di tutela inclusiva che oggi significa proteggere gli anelli più deboli del mercato del lavoro: i giovani, le donne e chi perde il lavoro dopo i cinquant’anni.






