Concordo con il ministro Poletti: il problema non è quello di aumentare l’età pensionabile. Semmai, dico io, bisognerebbe abbassarla. Così come è sacrosanto ribadire la centralità del tema degli esodati: persone rimaste da anni senza alcun reddito. Per risolvere il problema in modo strutturale esistono due strade: introdurre un criterio di flessibilità, a partire dai 62 anni, per l’uscita dal lavoro verso la pensione, oppure il ritorno alle quote ante Fornero. Solo queste misure radicali possono risolvere il problema: al contrario avremmo solo dei palliativi inutili e controproducenti.





