“C’è un impegno del Pd, e anche di tutti i partiti della commissione perché vogliamo affrontare il problema di un settore che ha 80mila lavoratori e che ha bisogno di politiche industriali, di incentivi che non siano i vecchi, dobbiamo impedire la delocalizzazione selvaggia alla rincorsa del costo più basso, soprattuto nei paesi extra Ue e combattere la logica al massimo ribasso, nel quale il ribasso è talmente spinto da non consentire nemmeno il pagamento della manodopera, e questo porta al lavoro nero, e i grandi committenti hanno grandi responsabilità, sia pubblici che privati”. A dirlo è stato il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della manifestazione a Roma dei lavoratori dei call center. Oggi infatti i sindacati di categoria – Cgil, Cisl e Uil – hanno indetto uno sciopero del settore. Da diverse settimane la commissione Lavoro della Camera sta svolgendo un indagine proprio sul lavoro nei call center. Per Damiano “ci sono regole che purtroppo non vengono rispettate, come quelle che tutelano la privacy: si ha diritto di sapere da dove si opera, se in un Paese che non è italiano. Queste norme – ha concluso – ci sono e devono essere applicate, noi lo chiederemo con forza”.





