La Delega sul lavoro deve essere l’occasione per facilitare l’accesso, soprattutto per i giovani, al lavoro a tempo indeterminato. Dopo il varo del Decreto lavoro, che ha reso più flessibile il contratto a termine e l’apprendistato, adesso è giunto il tempo di consolidare la prospettiva della stabilità dell’occupazione come viene indicato dall’Europa. Il Contratto di Inserimento può diventare lo strumento, a due condizioni: che non si tratti solo di un’altra tipologia di assunzione che si aggiunge a quelle esistenti, che vanno invece disboscate; che preveda, al termine della “prova lunga”, la possibilità di una assunzione a tempo indeterminato fortemente incentivata e con tutte le attuali protezioni previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. In caso contrario, se il Contratto di Inserimento fosse concepito come un’assunzione a tempo indeterminato di serie B, con un risarcimento monetario al posto della tutela dal licenziamento, avremmo semplicemente creato un nuovo apartheid per i giovani, contraddicendo le tante belle dichiarazioni spese per il superamento del dualismo nel mercato del lavoro.
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