“Ha fatto bene la capogruppo commissione lavoro del Pd Annamaria Parente a respingere al mittente l’emendamento di esponenti del Ncd e Sc che vogliono intervenire sul contratto a tempo indeterminato. Se si pensa attraverso la formula del contratto di inserimento a tempo indeterminato di rimettere in discussione le attuali tutele dell’articolo 18 si sbaglia strada. Il Pd non e’ disposto a rincorrere visioni ideologiche sulle quali insiste il centrodestra e che non rivestono alcun interesse per le imprese”. Cosi’ il presidente della commissione Lavoro della Camera e esponente Pd Cesare Damiano commenta l’emendamento presentato da Ichino e Ncd al ddl delega sul lavoro. “Se vogliamo che il contratto a tempo indeterminato assuma la centralita’ necessaria – dice Damiano – occorre intervenire sul suo costo. L’assunzione stabile deve essere conveniente per le imprese sotto il profilo economico, ad esempio attraverso un taglio significativo dell’Irap. Del resto dopo un periodo di prova, che puo’ durare anche tre anni, gli imprenditori hanno a disposizione un formidabile strumento di selezione dei lavoratori piu’ idonei a far parte di una comunita’ aziendale”.





