
Sulla riforma del lavoro non c’e’ nessuna preclusione ad una convergenza di Fi, purche’ non si metta in discussione l’articolo 18. Lo ha detto il presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano rispondendo a chi gli chiedeva un’opinione sull’ipotesi di un allargamento al partito di Silvio Berlusconi sul Jobs act : ”Io della convergenza o meno di Fi sulla riforma del lavoro non mi preoccupo assolutamente. Il punto e’ sempre: su quale contenuto? Se il contenuto e’ quello di un contratto a tutele crescenti che quando, finita la prova, stabilizza il lavoratore che avra’ anche la tutela dell’articolo 18, ben venga qualsiasi sostegno. Come sempre quello che fa la differenza e’ il merito. Per quello che mi riguarda non sarebbe accettabili un articolo 18 ridotto alla sola tutela dei licenziamenti discriminatori, perche’ sarebbe una beffa; o un articolo 18 di ‘serie A’ per i padri e uno di ‘serie B’ per i figli che preveda il semplice risarcimento monetario in caso di licenziamento: questo sarebbe apartheid”.
”Per quanto riguarda lo statuto dei lavoratori – aggiunge – i temi sono quelli del controllo a distanza, sul quale si puo’ discutere vista la diversa organizzazione delle imprese e i nuovi temi della sicurezza. Io chiedo di discutere dell’articolo 19 sulla rappresentativita’ sindacale, mentre appare problematica una norma che preveda il demansionamento dei lavoratori”.





