Lavoro: servono regole uniformi per call center

Visita alla sede Transcom di Bari nell’ambito d’iniziativa Cgil (ANSA) –

BARI, 05 SET

– Parte dalla zona industriale di Bari-Modugno l’invito di Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, a “mettere insieme le aziende, i sindacati ed i committenti per affrontare il tema delle regole nel settore dei call center, che dovrebbero essere uniformi per consentire una concorrenza leale”. L’ex ministro del Lavoro ne ha parlato oggi durante la visita alla sede barese del gruppo Transcom Worldwide, nell’ambito dell’iniziativa organizzata da Cgil Bari ed Slc Cgil Bari ‘vite in cuffia – call center: superare un precariato stabile’. La visita alla sede Transcom di Bari, operativa da otto anni, e’ stata l’occasione per conoscere dall’interno una tra le piu’ grandi realta’ del settore in Italia con 700 persone che lavorano su circa 450 postazioni. “Sarei favorevole- ha spiegato Damiano – ad un contratto unico per avere regole uniche. Sono percorsi lunghi e complessi pero’ il tema di avere delle regole uniformi e’ un tema vero. Ai sindacati mi sento di dire che si potrebbe rinunciare ad inseguire il contratto migliore optando per un contratto standard, di riferimento per il settore. Sarebbe una rinuncia – secondo Damiano – che porterebbe un guadagno per tutti. Altro tema e’ quello degli appalti al massimo ribasso: e’ evidente che se giunge a limiti tali da non consentire di applicare contratti al personale si finisce con il ricorrere al ‘nero’ ed a fare concorrenza sleale. Ci sono imprenditori che obbediscono alle regole, rispettano contratti e leggi, ma esistono imprenditori che non lo fanno, mettendo in difficolta’ tutti. Sul massimo ribasso, un problema legato anche alla committenza, occorre una battaglia specifica”. “Come Commissione Lavoro della Camera – ha aggiunto Damiano – stiamo svolgendo un’indagine conoscitiva sul tema dei call center. In questo settore sono emerse numerose questioni e tra queste una e’ quella di ripristinare l’osservatorio sul settore istituito nel 2007 e reso non operativo dai successivi governi di centrodestra. Si puo’ fare un’azione legislativa per avere questo osservatorio, per mettere insieme aziende, sindacati e committenti. Dobbiamo fare in modo che soprattutto i committenti pubblici – ha conclusoDamiano – pratichino delle offerte che siano reggibili con gli standard contrattuali”.