Cancellare qualsiasi forma di confronto con le parti sociali è una scelta sbagliata che acuisce le tensioni. Il Paese attraversa un momento particolarmente difficile che ha bisogno di comuni assunzioni di responsabilità. Se i riti della vecchia concertazione non sono più compatibili con la necessità di compiere scelte tempestive, il mantenimento del dialogo sociale rimane la via obbligata per evitare l’esasperazione del conflitto. Non si decide di bloccare il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti pubblici in un colloquio con i giornalisti. Il Governo deve rimediare aprendo un confronto, fermo tesando il suo diritto indiscutibile di prendere le decisioni più opportune nell’attuale contesto di crisi. Nell’autunno abbiamo già da affrontare numerose crisi aziendali e crescenti problemi occupazionali: non sommiamo a questi anche uno scontro per mancanza di dialogo preventivo. Come se non bastasse, la pressante pretesa della destra di cancellare l’articolo 18 e lo Statuto dei lavoratori utilizzando la Delega sul lavoro, gettano nuova benzina sul fuoco in un momento di massima insicurezza occupazionale del mondo del lavoro: evitiamo di farci troppo male.
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