Lavoro: lunga la strada per le vere garanzie

 

Per dare ai lavoratori italiani adeguate protezioni sociali in caso di disoccupazione, equiparabili a quelle esistenti nei paesi europei socialmente più avanzati, occorre ancora compiere parecchia strada. Intanto sarebbe necessario garantire che gli ammortizzatori sociali, a partire dalla cassa in deroga, siano sufficienti quest’anno per coprire le esigenze e non aumentare il numero dei disoccupati. Che il passaggio all’ASPI avvenga con maggiore gradualità, di fronte ad una crisi perdurante. Che i nostri 9.000 addetti dei centri per l’impiego, di cui 2.000 precari, aumentino gradatamente per avvicinarsi ai 130.000 esistenti in Germania. Che gli ammortizzatori diventino universali e si cancellìno le modalità di assunzione più precarizzanti. Un percorso da compiere che durerà parecchi anni, sempre che ci siano le risorse sufficienti. Nell’immediato prendiamo a riferimento le indicazioni che vengono dall’Europa: facciamo costare di meno il lavoro. Concentriamo sul contratto di Inserimento gli sgravi fiscali e tuteliamo padri e figli con l’articolo 18, senza creare inammissibili distinzioni generazionali.