
Ncd, con pazienza cambieremo. Damiano dice no. Ugl pronta sciopero
ROMA, 14 SET
Politica spaccata sulla possibile modifica dell’articolo 18. Con il centrodestra che si dice pronto a cambiarlo e il centrosinistra che si mette di traverso al Governo e al premier Matteo Renzi che vuole pronto il Jobs Act entro fine novembre. Ed e’ in fibrillazione anche il mondo sindacale: la Cisl, che ieri ha annunciato di scendere in piazza, chiede di difendere i precari; mentre l’Ugl minaccia lo sciopero: sara’ inevitabile – afferma il segretario generale Geremia Mancini – “se Renzi non si assumera’ la responsabilita’ di invertire rotta schierandosi dalla parte dei piu’ deboli”. “Se vogliamo affrontare in modo vero la precarieta’ dei giovani, la Cisl e’ disponibile ad una riforma, a condizione che tagli fuori le false partite Iva e tutti i contratti di collaborazione che attualmente rendono precari i giovani: se non si fa questo e’ tutto un bluff”, afferma Bonanni, che sulla modifica dell’articolo 18 chiede che non si traduca nell’ “ennesima trovata per far vedere che l’Italia e’ in movimento, ma rischia di essere un movimento senza spostamento dei dati economici”. Ecco perche’ il leader della Cisl chiede al ministro del Lavoro Giuliano Poletti e al Governo i dati che facciano capire come ha funzionato finora la riforma dell’articolo 18 approvata dal Governo Monti due anni e mezzo fa: “quelle poche migliaia di controversie esistite da allora sono quasi tutte state regolate attraverso l’arbitrato”, spiega Bonanni, convinto che il problema non sia “se e’ necessario modificarlo o meno, ma capire per fare cosa e partendo da quali considerazioni”. Ancora piu’ netto l’ex ministro del lavoro e presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, che dice no alla modifica: “L’articolo 18 e’ stato innovato due anni fa grazie a un compromesso tra Fi e Pd: perche’ modificarlo di nuovo? Si rischia di acuire le tensioni sociali”. Ma Ncd tira dritto e spinge per la modifica: sul lavoro “e’ stato intrapreso un percorso riformatore che dovra’ affrontare anche temi come l’articolo 18, non per togliere tutele a chi ha un’occupazione ma per consentire a chi non ce l’ha di poterla trovare”, afferma il coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra, Gaetano Quagliariello, convinto che, con pazienza, verra’ modificato. E l’ex ministro Maurizio Sacconi, capogruppo Ncd al Senato e presidente della commissione Lavoro, allarga lo spettro d’intervento anche allo Statuto dei lavoratori: “La riforma del mercato del lavoro deve coniugare la parte gia’ approvata e dedicata ad una piu’ estesa e migliore tutela attiva dei disoccupati con una significativa riscrittura dello Statuto dei lavoratori”. In commissione Lavoro al Senato, dove e’ in discussione il ddl, si preannuncia quindi battaglia. Questa sara’ la settimana decisiva per trovare un accordo: a partire da martedi’ inizia la discussione dell’articolo 4 sul riordino delle forme contrattuali, che riguarda il contratto a tutele crescenti e quindi l’articolo 18. Renzi vuole presentarsi con il Jobs Act approvato alla nuova Commissione Ue entro fine novembre: l’obiettivo e’ quindi chiudere al Senato entro settembre e alla Camera entro il 15 ottobre per poi chiudere la terza lettura a Palazzo Madama entro il 28 novembre.