(AGI) – Roma, 21 feb. – “‘Parole come mutuo, ferie, buonuscita e diritti, entrano nel vocabolario di persone finora escluse’, ha detto Matteo Renzi dopo l’approvazione dei primi due decreti del Jobs Act. Anche questo e’ il nostro obiettivo, ma deve essere reale: le minori tutele in caso di licenziamento debbono essere compensate da maggiori tutele in caso di disoccupazione, ma le risorse stanziate non sono sufficienti,; dalla cancellazione del parcheggio di lunga durata nel lavoro precario, che ha caratterizzato intere generazioni di giovani, e da diritti universali per tutti. Tra questi il diritto di civilta’ di poter accendere un mutuo od ottenere un prestito senza l’umiliazione della garanzia degli stipendi o delle pensioni dei genitori o dei nonni”. Lo afferma il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. “Il governo – riprende – si adoperi affinche’ il sistema bancario consideri a tutti gli effetti il contratto a tutele crescenti come un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, anche se gli incentivi durano soltanto tre anni e se sara’ possibile licenziare anche con un falso motivo economico. Se le imprese adesso non hanno piu’ alibi per assumere, come dice Renzi anche il governo non ha piu’ alibi per portare da subito i contributi previdenziali delle Partite IVA al 24%, come per il lavoro autonomo. Altrimenti non sarebbe vero che e’ stata cancellata l’area grigia del lavoro parasubordinato. Occorre essere coerenti e dalle parole passare ai fatti”. (AGI) Red/Bal 211708 FEB 15 . NNNN
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